mercoledì 2 agosto 2017

La grande rivoluzione delle serie tv: il trionfo dell'ordinario

Ozark - Serie Netflix

C'è stato un tempo, non troppo lontano, in cui le serie tv erano considerate un prodotto di serie B. Anche nel passato è possibile rinvenire autentici capolavori, ma comunque il cinema restava il luogo eletto e privilegiato sia per registi, sia per gli attori. Sovente grandi nomi, nella fase calante della carriera, trovavano una fertile industria per accompagnare la propria uscita di scena. Da qualche anno tuttavia, soprattutto dall'avvento di Netflix e dell'on-demand, l'attenzione a questo genere artistico si è andata intensificando e fioriscono continuamente ottimi prodotti, autentiche gemme dell'audiovisivo. 

Le serie iniziano ad insidiare il monopolio dell'attenzione detenuto fin'ora dal cinema, tanto che anche i cinefili più accaniti, quelli che un tempo sostenevano "non guardo le serie tv", stanno progressivamente scoprendo questa passione morbosa che spesso sfocia in lunghe maratona. Si va verso un cambio epocale, coi tempi che corrono e il dirompente incedere di internet nelle nostre vite ad una progressiva erosione del potere seduttivo del cinema, in favore delle serie.

La qualità delle trame, l'alto livello tecnico del girato, la capacità di creare quella suspence atta a generare dipendenza, nonché l'elevato valore artistico del cast attoriale sta mettendo a serio rischio l'egemonia del cinema, a tal punto che già oggi molti degli attori più pagati sono quelli delle serie. Dal punto di vista attoriale, soprattutto, ci sembra che sia in atto una vera e propria rivoluzione che segnerà un'evoluzione importante a livello artistico: la possibilità di sviluppare un personaggio sul lungo periodo, permette di spingere la recitazione verso una autenticità interpretativa senza salti improvvisi, ma con un'evoluzione emotiva e psicologica molto più vicina alla vita reale. Un cambio non solo stilistico, ma anche nella scelta dei volti. Il cinema e la televisione tradizionale ci hanno abituato ad una certe estetica e standardizzazione dei volti, ad una gradevolezza esteriore preferita talvolta alla nuda e cruda qualità interpretativa. Ciò che è bello è necessariamente espressivo? È in questo terreno che si sta compiendo la grande rivoluzione: i protagonisti delle serie spesso non sono belli, ma si prediligono dei volti estremamente ordinari. Storie straordinarie raccontate da volti normali, quotidiani, maggiormente riconoscibili: un volto che può essere il nostro stesso volto o quello dei nostri amici. Un trionfo di ordinarietà che si tramuta in straordinarietà grazie alla qualità del lavoro. 

L'on-demand sta dunque rivoluzionando l'audiovisivo. L'utente tradizionale era un utente passivo, che seguiva il meno peggio che il palinsesto televisivo aveva scelto per l'utente stesso. Ora è l'utente che decide cosa e quando, che dunque sceglie cosa vedere e solo fino al punto in cui lo trova stimolante e piacevole, sta dando una spinta incredibile verso l'innalzamento della qualità artistica di questi prodotti. E forse in futuro l'eden artistico sarà da ricercare sempre più nelle serie e sempre meno nel mondo del cinema tradizionale.

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